Italiano
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HARDSCORE - Surf, Wind & Desire

Bene, continuiamo il discorso interrotto precedentemente (se non l'avete ancora fatto andatevi a leggere la scheda del primo lavoro degli HARDSCORE : "Methane") venendo al contenuto musicale di questi due ottimi dischi: un riferimento abbastanza plausibile potrebbe essere "Studio tan" (registrato fra il 1974 ed il 1976, ed edito per la prima volta solamente nel 1978), uno dei lavori più schizzati e geniali di quel grande precursore ed alchimista delle sette note che fu Frank Zappa.
A differenza di "Studio tan" le composizioni degli HARDSCORE, cioè di Frank Nuyts, autore di quasi tutti i brani, latitano di quella geniale scintilla di anarchia programmata che caratterizza i brani più estremi dello Zappa di quel periodo (non mi riferisco agli sfoghi puramente ironici, dove, se è possibile trovare qualche valenza culturale, difficilmente emergono dei valori prettamente musicali, ma ai brani veramente "composti", strutturati con architetture complesse e per l'epoca fortemente innovative), risultando invece caratterizzati da una maggiore omogeneità qualitativa e compositiva, dove emerge la matrice principalmente jazzata e formale del combo belga.
Siamo quindi in presenza di due lavori equilibrati ed impeccabili, forse non emozionanti come lo Zappa dei mid-seventies (ma sono anche passati tanti anni), comunque di alto livello e mai noiosi.
Appropinquandoci alla fine di queste quattro note informative, mi sembra utile segnalare come fra i due lavori il più ricco e vario risulti essere "Surf, wind & desire".
Non credo possano esserci dubbi: entrambi da avere.

Italia - AGARTHA - Ruggero

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HARDSCORE - Methane

Devo ammettere che un valido supporto tecnologico (un computer decente con cui poter ascoltare dei frammenti di brani su siti di gruppi prog sconosciuti), oltre ad un buon paio di orecchie (...purtroppo queste non sono in vendita), permettono a volte la scoperta di artisti veramente validi, che, altrimenti, non avremmo mai potuto conoscere.
Il buon Marcello, una delle colonne portanti di Agartha, dotato sia degli accessori tecnologici che dei requisiti personali di cui sopra, ad inizio estate mi segnalò due cds dei belgi HARDSCORE ( "Surf, Wind & Desire" e "Methane" ), gruppo "pescato" in una delle sue tante peregrinazioni in rete.
La sera stessa, presso il domicilio del sottoscritto, sentimmo con attenzione qualche minuto scaricato dalla rete e, vista la qualità di quanto ascoltato, con quel solito filino di bavetta sempre presente sul lato sinistro della bocca in questi casi, iniziammo la caccia ai due lavori prodotti dai nostri nuovi eroi.
Manca poco a ferragosto, ho ricevuto un paio di giorni or sono i fatidici supporti ottici e mi appresto a recensirli con grande piacere.
Essendo il contenuto dei dischi abbastanza omogeneo, credo sia cosa saggia scrivere un unico articoletto relativo ad entrambi i titoli, evitando così le inutili ripetizioni che si presenterebbero con due recensioni separate. Ho splittato il tutto in due parti: una prima introduttiva (la presente) legata a "Methane", il loro lavoro meno recente, ed una seconda posta nella scheda relativa al secondo "Surf, wind & desire", con tutti i riferimenti agli effettivi contenuti musicali dei due dischi. A questo punto non vi resta che spostarvi alla scheda del secondo disco.

Italia - AGARTHA - Ruggero

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