Italiano
____________________________________

Franck BALESTRACCI - Existences Invisibles

Diciamolo subito: il primo impatto non è dei migliori. Alcune dichiarazioni del musicista sull'uso della musica quale strumento per interagire con il reale e rappresentare le esistenze nascoste e inconsce che nascono dalla percezione personale delle cose, una certa pedanteria nel voler spiegare i processi creativi/spirituali che originano le composizioni; unito all'utilizzo di grafica d'impronta new age (sul sito dell'autore), lasciano subito immaginare un polpettone pretenzioso ed inascoltabile.
In realtà sgomberato il campo da questi pregiudizi e superato lo scoglio del primo ascolto l'opera si rivela abbastanza godibile. Multistrumentista, ma prevalentemente batterista, con un vasto curriculum di musiche per documentari e balletti, il francese Franck BALESTRACCI è qui alla sua seconda opera discografica.
Realizzato in perfetta solitudine combinando suoni reali e sintetici (senza ricorrere a programmazione ma suonando tutto in tempo reale), 'Existences Invisibles' è un disco in cui si mescolano musiche progressive, fusion e classica contemporanea con vaghi echi di TANGERINE DREAM, Vangelis, Kitaro (!), e certa attitudine concettuale alla Robert Fripp degli esperimenti ambient.
Suoni senza una precisa collocazione temporale, vecchi e nuovi al tempo stesso, di certo non di tendenza.
Musiche fortemente cinematiche, e del resto BALESTRACCI rivela nel regista Wim Wenders e nel suo film "Le ali del desiderio", una delle sue grande influenze, che disegnano veri e propri labirinti sonori in continua mutazione; assemblati con cura pignola e tecnica notevole.
Sicuramente qui la semplicità non ha dimora, data la notevole complessità e stratificazione delle composizioni, che però riescono a mantenere viva la soglia dell'attenzione ed evitare la trappola del tecnicismo fine a se stesso, grazie a dinamiche che sanno essere drammaticamente evocative ed imprevedibili nel loro svolgersi.
Tratti distintivi e costanti nel susseguirsi dei brani, l'andamento molto marcato della sezione ritmica e l'uso di samples di voci umane rubate alla quotidianità e opportunamente trasfigurate, che si infiltrano ovunque.
Difficile segnalare dei brani in particolare, stilisticamente fortemente legati tra di loro, al punto da disegnare un unico contiuum sonoro. Preferenze personali comunque per l'iniziale Screenplay Of A Movie con il suo lento planare su note di piano e ombre di voci, dopo una prima parte nervosa e sincopata, e per per la corsa paranoide di Chaos Antérieur, introdotta da un saliscendi di folate di rumore ambientale.
Ottima anche l'incalzante Le Dans De Sons dove l'utilizzo di campionamenti ed effetti elettronici risulta molto efficace nell'accompagnare il frenetico dialogare tra tastiere e sezione ritmica. Opera quindi personale e a suo modo sperimentale, peccato che alla lunga l'eccessivo carattere cervellotico e un occasionale calcare la mano negli aspetti sinfonici possono stancare e/o infastidire.

Italia - KATHODIK - Alfio CASTORINA

________________________________________________________________________

Franck BALESTRACCI - Existences Invisibles

"Lavoro Invisibile"

Franck BALESTRACCI è un musicista francese di evidente origine italiana, come si può ben evincere dal cognome, e one-man band attivo da parecchi anni come session-man e compositore di colonne sonore.
E' un polistrumentista, essenzialmente batterista e tastierista, il quale ha anche insegnato a suonare la batteria e ha suonato in svariati gruppi, negli anni che vanno dal 1977 al 1982, seguendo altrettante tendenze musicali del periodo.

Rimasto folgorato da un particolare film del regista australiano Wim Wenders, Le Ali del Desiderio, BALESTRACCI decide di voler tradurre in arte musicale ciò che le eco immaginifiche del film hanno lasciato dentro di lui.
Dal 1988 comincia a lavorare alla composizione di colonne sonore per la TV e per il cinema, spaziando attraverso un pizzico di vari generi tra i quali lo zeuhl, da buon francese, il jazz rock e qualcosa di progressive.
Nel 2001 lavora alla composizione e alla registrazione, completamente da solo e suonando tutti gli strumenti, del disco in oggetto che andiamo ad esaminare.

Parrebbe che le Esistenze Invisibili che hanno ispirato BALESTRACCI siano piuttosto annoiate e, soprattutto, noiose.
Questo disco è un lavoro molto sperimentale. Fin troppo sperimentale, ma non in senso positivo. E' senz'ombra di dubbio un album il cui sound generale che ne fuoriesce è accostabile di primo acchito all'elettronica spinta dei corrieri cosmici tedeschi, dei quali non sono mai stato un grande estimatore. Attraverso molti sprazzi di influenze diverse questa è proprio la sonorità prevaricante su tutto il resto.
Come dicevo, ho quasi sempre trovato noiosi i corrieri cosmici, seppur possedendo questi qualche spunto suggestivo e d'atmosfera. BALESTRACCI, purtroppo, non fa eccezione.

Nonostante qualche momento in cui i ritmi e le melodie, definiamole così, si fanno interessanti, il resto del disco è un insieme d'atmosfere rarefatte e di suoni sintetici accennati dal musicista francese in modo forse fuori luogo e che sfugge da qualsiasi catalogazione progressiva canonica. Questo potrebbe anche essere un fatto positivo se tutto il lavoro non restasse al di sotto di un certo limite di noia.
Non esiste alcuna indicazione di voler creare una melodia ben definita che faccia attirare l'attenzione ad un orecchio allenato ad ascoltare ben altro tipo di sonorità più colte e raffinate, anche se non propriamente sinfoniche.

Sottolineo ancora una volta che la scuola elettronica tedesca non mi ha mai entusiasmato, quindi il giudizio di questo disco è influenzato fortemente dai gusti personali. Il lavoro di BALESTRACCI rientra proprio in questa categoria.
A chi non è avvezzo a certi suoni cosmici, provocherà soltanto noia e il CD non resterà per più di un ascolto nel lettore.
C'è da premiare forse il duro lavoro da solista e, soprattutto, il coraggio di Balestracci nel voler fare uscire un disco così sperimentale in un'area di mercato, se così si può chiamare, in cui sono ancora il sinfonico e poche altre correnti a farla da padrone. Ma purtroppo questo non è sufficiente.

Italia - MOVIMENTI PROG - Daniele CUTALI

________________________________________________________________________

Franck BALESTRACCI - Existences Invisibles

In Francia è molto diffusa, ed ha un buon seguito, la cosiddetta "musique nouvelle", ovvero la musica nuova, ove per nuova non so de preciso cosa si intenda (ma d'altra parte cosa c'è ancora di progressivo nel Progressive...?), ma accomuna certi tipi di musica elettronica e d'avanguardia, ad ascoltare qualcosa un po' in giro.
Questo secondo album di Franck BALESTRACCI rientra in questa categoria, anche se non siamo troppo lontani da certe frange più facilmente riconoscibili ed accettate come Progressive.
Si tratta di un disco, completamente strumentale, scritto e suonato da una sola persona anche se, come viene specificato nel libreto, si tratta di strumenti suonati effettivamente, senza traccia di suoni programmati.
I suoni non sono troppo poveri, come in altre produzioni del genre, anzi... si tratta di una musica corposa, delicata e sussurrata, con sonorità misteriose e costantemente evocative, con sonorità ed atmosfere anche zeuhl.
Si puo quasi immaginaria come colonna sonora di un film, di certo difficile da assimilare, ma affascinante se si è predisposti ad ascolti di musiche complesse e dalle mille sfaccettature...

Italia - ARLEQUINS NEWS LETTER - Alberto NUCCI

________________________________________________________________________

[biography] [biography] [biography] [biography] [biography] [biography]

[biography] [biography] [catalogue] [biography] [biography] [biography]